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De.licio.us

Bariccata (2)

di notturno79 (22/07/2006 - 17:58)

Nessuna crisi creativa, ma attività varie sui giornali (d'accordo non starò scrivendo barnum o I barbari però...). E oggi si riprende
 
 
Faceva caldo quel giorno e  non era caldo episodico ma il caldo di tutti i giorni. Cajun sempre rifuggiva la canicola senza arrivare al mare, bastava da dietro le persiane chiudere gli occhi  e immergere i piedi nella bacinella d'acqua ghiacciata. Gaudagna poco in quei giorni perchè l'acqua è poca il calore tanto e  gli occhi si chiudono. E nel sonno delle 5 del pomeriggio la bottega resta vuota.
 
D'altronde a lei non importava affatto. Sapeva che voleva il suo ananas. Sapeva che lì dentro ne avrebbe trovati diversi e li soppesava, ora tastandoli senza remore. Perchè mai proeccuparsi se non c'era nessuno nella bottega? Lei era lì per l'ananas. Aveva salito tutti gli scalini, sottot il sole, solo per quello. Sapeva che voleva il suo ananas.

Non sapeva che quella parola piena di consonanti, tronca nella S finale derivava dal nome del frutto nella lingua degli indiani Guarani. Neanche che dal Sud America, su delle piroghe gli indiani Caribi lo portarono nelle isole caraibiche, fino a Guadalupe, dove il Genovese lo assaggiò per la prima volta nel 1493. Ne sapeva delle rotte commerciali che diffusero il frutto squamato prima in Europa e poi nel Pacifico. Sapeva che era dolce, che ne voleva e che li ce n'era.
 
Un brusio nel buio, anzi un sibilo. E' una zanzara che si poggia sulla tempia  e preleva quel che gli serve. Una stilla di sangue per una stirpe nuova. E così grazie al prurito i suoi occhi si riaprono e Cajun è destato. Non ragiona se non su quanti minuti siano passati da quando ha chiuso gli occhi, su dove sia andata quella ragazza. Così la zanzara ne ha salva la vita. Per quel pomeriggio la bottega non resterà vuota perchè Cajun toglie la giacca dalla sedia, la infila di corsa e si appresta alla porta. Senza le scarpe, che i piedi sono ancora nell'acqua. Acqua che cade sul pavimento che bagna i pantaloni di lino avana del bottegaio che non ci bada e infila dei sandali e scende. Con la porta aperta alle spalle e quei calzoni che scalino dopo scalino si sporcano sempre più di polvere e intonaco scrostato.
 
Mentre si sceglie un'anaas si può essere interrotti in molti modi. Anche da una melodia che cade nella testa, ci finisce proprio così sul momento.E' melodia di concerto a ricordi tremuli, sensazioni più che luoghi, ombre e non volti.
 
Le regole nella gerarchia militare sono garanzia di mantenimento del comando. Non sanno che serve a quello la precisione cronometrica di ogni giorno. La precisione dell'ora del cambio della guardia per i ragazzi del Capitano Torat. Ma quel pomeriggio alle 17, non venne comandato il cambio. Videro Torat, detentore del massimo grado gerarchico sull'isola, uscire dalla caserma mentre un pettine d'avorio gli cadeva dalla mano, con la visiera del cappello calata e i baffi appena spuntati. Capirono che quel pomeriggio non era di libera uscita, ma lo stesso per nessuno sarebbe corso l'obbligo (articolo 3 del disciplinare dei corpi della Regia Marina durante i periodi alla fonda) di rimanere in piedi con il fucile accanto all'ingresso della caserma. Bastava restare all'ombra della magnolia nel cortile e guardare l'arco d'ingresso e nessuno avrebbe fatto rapporto. E nella calura del pomeriggio, desertica, furono gli unici ad accorgersi che c'era una macchia bianca lesta a camminara sulla piazza, con un lampo argentato di sciabola alla coscia destra.
E nella calura del pomeriggio, desertica, quella macchia bianca si stava recando alla bottega della frutta. Senza ciliegie da acquistare.

Tag: baricco

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